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La storia di Babbo Natale

“Sì, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia.”
Dalla risposta del Sun a Virginia, 8 anni.

 

Su un sito web dedicato al Natale non si può parlare di lui, il simbolo per eccellenza delle festività natalizie: Babbo Natale. È bello notare come nel corso dei secoli sia diventato una vera e propria icona in grado di sopravvivere al trascorrere degli eventi e ai cambiamenti che inevitabilmente avvengono all’interno della nostra società.

Volendone ripercorrere a grandi linee la sua storia anche nel tentativo di dare una risposta alla domanda che ci perseguita sin da bambini, ovvero Babbo Natale esiste davvero?, l’origine di Babbo Natale viene fatta risalire a un personaggio storico realmente esistito: San Nicola di Bari.

Chi era San Nicola di Bari?

San Nicola è stato un vescovo molto amato, vissuto nel corso del IV secolo. La leggenda riconduce a lui grandissimi miracoli molti dei quali mettono in stretta relazione la sua figura con i bambini e l’infanzia.
Tramandatesi di generazione in generazione queste leggende hanno mitizzato la figura di San Nicola trasformandola in quella di Babbo Natale, un uomo anziano protettore dei bambini e simbolo del Natale. Nei paesi nordici ancora oggi viene chiamato Saint Nicholas, San Nicola.

Leggi alcune delle leggende più famose!

L’abito verde di Babbo Natale

Pochi sanno che non sempre il vestito di Babbo Natale è sempre stato rosso. Sebbene nei paesi in cui viene festeggiato San Nicola egli venga ricordato con un abito rosso e la mitra sul capo, in Occidente originariamente Santa Claus, uno dei numerosi nomi di Babbo Natale, indossava un mantello di pelliccia color verde.

Il suo compito simbolico era quello di rappresentare il lato buono del Natale: Charls Dickens l’ha persino preso come spunto per il suo Spirito del Natale Presente descritto tra le pagine del Cantico di Natale.

Stando al parere di alcuni, l’abito rosso di Babbo Natale si deve alla Coca Cola che negli Anni ’30 lo utilizzò per la propria campagna pubblicitaria natalizia facendogli indossare abiti con i colori tipici aziendali: il rosso e il bianco.

A influenzare l’immagine dell’odierno Babbo Natale, però, probabilmente è stata anche una famosa poesia scritta intorno al 1820 da Clement Clarke Moore: A Visit from St. Nicholas, nota in Italia come La Notte Prima di Natale.

Le tradizioni legate a Babbo Natale

La prima grande e importante tradizione legata all’arrivo di Babbo Natale è quella della letterina. I bambini la scrivono qualche giorno prima di Natale indicando i buoni propositi per l’anno successivo e chiedendo un dono in regalo.

In alcuni Paesi le letterine di Babbo Natale possono persino essere spedite. In Canada, per esempio, si usa inviarle a uno specifico CAP in modo da permettere ai volontari dell’ufficio postale di rispondere.

Sono comunque tantissime le tradizioni legate all’arrivo di Babbo Natale. In Italia e in moltissimi Paesi occidentali la notte della Vigilia i bambini, prima di andare a dormire, lasciano latte e biscotti vicino il camino. In Olanda, invece, ogni bambino lascia fuori la porta di casa una scarpetta con dentro del fieno e una carota per le renne. La mattina seguente il fieno e la carota lasciano il posto a piccoli doni.

Al di là dell’aspetto commerciale che assume soprattutto negli Stati Uniti, Babbo Natale resta uno dei più importanti simboli del Natale. Il suo legame con l’infanzia, il carattere bonario che da sempre lo contraddistingue e il suo instancabile impegno nel portare un po’ di felicità nella vita di ogni bambino lo ha reso praticamente immortale.

Babbo Natale esiste, quindi? Beh, esiste nelle nostre tradizioni, nella nostra storia, nella nostra cultura; esiste persino nei nostri ricordi di bambini e continuerà a esistere fin quando saremo noi ad alimentarne il ricordo trasmettendo i valori che incarna da una generazione all’altra.

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